da vedere

Golosaria - Rassegna di cultura e gusto dei club di Papillon

Alessandria

Chiesa di Santa Maria di Castello
Già Duomo di Alessandria, questa chiesa è la custode delle testimonianze più antiche sulla fondazione di Alessandria. Su questo territorio sorgeva infatti il castello di Rovereto, accanto al quale la primitiva chiesa di Santa Maria fu costruita intorno al IX secolo. L'edificio originario è ancora riconoscibile in alcuni particolari dell’interno, ma la chiesa fu ristrutturata nel Quattrocento seguendo i canoni tardo-gotici, gli stessi dell’annesso convento e del chiostro, atto ad ospitare pellegrini e viandanti e oggi Ostello della gioventù, nonché sede di Alexala, ente di valorizzazione del territorio e di informazioni turistiche. Dopo la soppressione napoleonica, il convento venne adibito prima a magazzino, poi a ospedale e quindi a carcere e scuola. Tra le opere presenti nella chiesa, il Compianto su Cristo Morto, gruppo in terracotta policroma del XVI secolo, ristrutturato di recente dal maestro di Aramengo Guido Nicola, la Madonna con Bambino ad affresco attribuita a Giorgio Soleri (XVI secolo), e il coro seicentesco in legno.

Chiesa di Santa Maria di Castello
piazza Santa Maria di Castello
tel. 0131223489 (abitazione del parroco)
Visite: dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19; il sabato dalle 14 alle 19; la domenica dalle 8 alle 12


Piazza della Libertà
Nell’antica piazza della città, per secoli vero centro civico e sede dell’antico duomo di San Pietro fatto demolire nel 1803 da Napoleone, oggi sorgono i più importanti palazzi di Alessandria. Sul lato meridionale il Municipio, soprannominato Palazzo Rosso per il colore della facciata, da un disegno del 1772 di Giuseppe Caselli. Sul lato orientale l'mponente Palazzo Ghilini, in stile barocco piemontese, un tempo sfarzosa residenza dei marchesi Ghilini e oggi sede della Prefettura e dell'Amministrazione Provinciale. Parzialmente nascosto, sulla destra di Palazzo Ghilini, sta Palazzo Cuttica di Cassine, oggi sede del conservatorio “Antonio Vivaldi”, edificato alla fine del Seicento come dimora familiare. Gusti rococò e neoclassico si ritrovano negli interni e nel balcone esterno sorretto da cariatidi. Proseguendo lungo via Parma si arriva alla cattedrale di San Pietro (con la seconda torre campanaria più alta d’Italia), di stile neoclassico, eretto nel 1875 da Edoardo Arbiorio Mella. Sul lato nord di piazza della Libertà, il Palazzo delle Poste e dei Telegrafi, edificato in puro stile razionalista nel 1939 da Franco Petrucci, vanta un pregevole mosaico di Gino Severini sulla parte bassa della facciata, che racconta la storia dei servizi postali e telegrafici. Nell'angolo nord-occidentale l'ex Comando del Presidio Militare (in fase di restauro), ove durante il Medioevo sorgeva la sede del governo della città.

Museo del Cappello Borsalino
Il Museo è ospitato all’interno della storica sede della fabbrica di cappelli, fondata nel 1857 da Giuseppe Borsalino, che ha reso Alessandria famosa nel mondo. L'esposizione è collocata nella Sala Campioni, e comprende i campioni di tutti i copricapo realizzati dalla Borsalino dall’anno della fondazione fino a oggi, per un totale di circa 2000 esemplari, esposti negli storici armadi della Borsalino, disegnati da Arnaldo Gardella. Ogni sezione del museo racconta, con percorsi multimediali, il fitto intreccio tra la fabbrica e la città, che prosegue da oltre 150 anni. Il resto della struttura è occupato quasi interamente dall'Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, che la utilizza come sede principale.

Museo del Cappello Borsalino - via Cavour, 84
tel. 0131326463 (Ufficio Borsalino) e 013140035 (Ufficio Cultura del Comune)
Visite: mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19 (per gruppi e scuole su prenotazione allo 0131234794)


A pochi chilometri...
Castellazzo Bormida (11 km) dove, all'ingresso del paese, si è accolti dal Santuario della Creta, meglio conosciuto come Madonnina dei Centauri, protettrice dei motociclisti. Ogni anno, in luglio, il Santuario accoglie migliaia di motociclisti da ogni parte del mondo, che formano un festoso corteo che si muove lungo le strade della provincia.

Acqui Terme

La Bollente

Antiche terme di Acqui
L'’antico nome romano della città, Aquae Stellae, allude all'abbondante presenza di acque termali, le stesse di cui già Plinio il Vecchio scriveva nel I secolo d.C. A quel periodo risalgono le prime strutture, parte delle quali ancora presenti oggi, che alimentavano piscine private, fontane e complessi termali. Dopo la scomparsa di numerose strutture nel corso dei secoli, dagli anni Trenta ad oggi le Terme di Acqui hanno vissuto una costante crescita, sia strutturale sia qualitativa, puntando sulla ricerca scientifica relativa alla fangobalneoterapia, con la costruzione di alcuni reparti di cura e la fondazione del Centro di Studi di Reumatologia e Fangobalneoterapia. Per pernottamenti c'è il sontuoso Grand Hotel Nuove Terme, collegato internamente allo stabilimento termale.

Terme di Acqui - via XX Settembre, 5 - tel. 0144324390 - www.termediacqui.it
Grand Hotel Nuove Terme**** - piazza Italia, 1 - tel. 014458555


La Bollente
L'acqua sgorga da questa antica sorgente a 75° C. In epoca medievale, la piazza antistante era sempre animata da botteghe e ospizi, che traevano dalla fonte il proprio lavoro. Alla fine del XVI secolo i Gonzaga, privilegiando le fonti al di là del fiume Bormida, ne oscurarono l’importanza addirittura interrando la sorgente. Soltanto nell'Ottocento si decise di valorizzare di nuovo l'area, con la costruzione nel 1879 di un'edicola marmorea in stile contemporaneo. Suggestivo il colpo d’occhio che si ha guardando verso la Porta della Bollente, che collega direttamente con corso Italia, che un tempo era la porta di accesso principale della città.
Curiosità: si dice “sgaientò” il gesto augurale che chiunque arriva ad Acqui, in piazza della Bollente, è invitato a fare: mettere una mano nell’acqua sulfurea - bollente appunto - che sgorga dalla porta.

Palazzo Robellini
L'esterno del palazzo, con l’imponente colonnato, richiama gli anni dell'edificazione, ad opera di Giovanni Antonio Robellini, sul finire del Cinquecento. Gli interni si presentano invece più moderni, grazie alla ristrutturazione del XVIII secolo dei Dagna Sabina, a cui sono attribuiti lo scalone e gli ambienti aulici. Ai piani, Palazzo Robellini ospita attualmente gli uffici comunali dell'assessorato alla cultura e la sala mostre civica. Nelle ampie cantine ha invece sede l'Enoteca Regionale di Acqui Terme, dove sono stati selezionati i migliori vini della zona, proposti all'assaggio e all'acquisto. Sosta imperdibile.

Palazzo Robellini - piazza Levi, 7 - tel. 0144770272
Enoteca Regionale di Acqui Terme - piazza Levi, 7 - tel. 0144770273/4
Visite: martedì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 (chiuso lunedì e mercoledì)


Castello dei Paleologi
Sebbene sia conosciuto come il castello dei marchesi del Monferrato, la prima proprietà risale al 1056. Era il vescovo di Acqui Terme a utilizzare l'edificio come residenza privata. Passato nelle mani della famiglia dei Paleologi, Guglielmo VII ne promosse la ricostruzione nel decennio 1480-1490. Nel corso degli anni il castello subì numerosi rimaneggiamenti, dei Gonzaga prima, degli architetti Scapitta e Ferroggio poi: fu quest'ultimo a edificare nel 1789 le carceri. Dai tempi dei marchesi del Monferrato la funzione del castello rimase solo più militare: ne sono testimonianza i gravi danni alle cortine, inadeguate alle armi da fuoco francesi che la espugnarono nel 1746. Dal 1967 il castello ospita le collezioni del Museo Civico Archeologico, con reperti dal periodo preistorico all'epoca romana; il parco interno è stato ristrutturato e trasformato in una zona di tutela di animali e specie vegetali. Merita una visita per le suggestive scalinate che portano nelle varie sale del castello.

Castello dei Paleologi - via Morelli, 2 - tel. 0144.770272
Visite: dal mercoledì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30; domenica dalle 15.30 alle 18.30 (chiuso il lunedì e martedì)



A pochi chilometri...
Merita una visita Cassine (13 km), dove ogni anno ai primi di settembre si tiene la Festa Medievale, una rievocazione storica ambientata nelle vie del paese. La chiesa di San Francesco, a Cassine, rappresenta un perfetto esempio di stile gotico lombardo del XII secolo, con i due campanili (uno del Seicento) e la facciata in cotto decorata con archetti pensili.
Strevi (7 km) è un paese costituto da due nuclei, che gli abitanti chiamano “di sopra” e “di sotto”. La città annovera anche la Valle Bagnario, dove si produce il vino passito di uve moscato detto Strevi.

Altavilla Monferrato

Cappella Votiva “La Rotonda”
La Cappella è inserita nel parco della casa di Mazzetti d’Altavilla, storica distilleria del Monferrato. L’edificio fu costruito dall'abate spoletino Agostino Vitoli, attivo nell'area di Casale Monferrato a partire dal 1785. Edificio a pianta circolare, alta oltre dodici metri, la Cappella è conosciuta come “La Rotonda” per via della sua forma e della parte superiore, costituita da lesene pure in mattoni. L’architettura è di impronta neoclassica, anche se lo stile del Vitoli presenta elementi di discontinuità con la concezione del neoclassicismo illuminista.

Cappella Votiva “La Rotonda” - viale Unità d’Italia, 2 - tel. 0142926147 - www.mazzetti.it
Visite: su prenotazione

Camino Monferrato

Tenuta Monastero di Rocca delle Donne
Il monastero sorge su uno sperone di roccia tufacea, sede di antichi insediamenti fatti risalire ai primi comitati degli Aleramici, intorno alla fine del X secolo. La leggenda vuole però che siano stati addirittura i Cimbri, di stirpe germanica, a rifugiarsi su questa roccia dopo la sconfitta contro il console Mario, chiamando il loro insediamento Rocca delle Donne. Fino al 1492, anno della chiusura, il monastero rivestì grande importanza, anche grazie alla guida di Adalasia, sorella del marchese di Monferrato Guglielmo IV, uno dei più prestigiosi personaggi della feudalità italica. Negli interni del monastero sono da ammirare i pregevoli soffitti a cassettoni, con volte a vela, la Sala Capitolare e quella del camino, che accolgono spesso sfilate di moda e mostre. Dopo essere stato per secoli il rifugio di viandanti e forestieri, il monastero di Rocca delle Donne ospita una struttura Bed&Breakfast, adibita nel caseggiato che chiude il lato orientale del monastero.

Tenuta Monastero di Rocca delle Donne - via Monastero, 10 - fraz. Rocca delle Donne - tel. 0142469326
Visite: su prenotazione

Casale Monferrato

Duomo di Casale

Duomo
La cattedrale, in stile romanico, è dedicata a Sant'Evasio, patrono della città. Il primo impianto risale al 1108, anno della consacrazione, rimaneggiato successivamente fino a metà Ottocento. La maestosa facciata a capanna, in arenaria e mattoni, è delimitata da due campanili duecenteschi. La parte più imponente è il raro nartece che apre alle cinque strette navate. Di grande interesse la Cappella dedicata a Sant'Evasio, in corrispondenza del transetto, opera di Benedetto Alfieri, che riporta l’effigie del patrono cittadino.

Cattedrale di Sant'Evasio - via Liutprando, 22 - tel. 0142452520 (parrocchia) - 0142451999 (prenotazioni)
Visite: tutti i giorni dalle 8.30 alle 12 e dalle 15 alle 18.30; visite al tesoro del duomo su prenotazione o il 2° fine settimana di ogni mese dalle 9.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 17


Sinagoga
La Sinagoga, costruita a partire dal 1595, è considerata una delle più belle d'Europa. Dietro la facciata austera l'edificio nasconde pareti e soffitti interamente decorati di stucchi dorati, verdi e azzurri. Di grande interesse storico le Tavole della Legge contenute nell'Arca in legno dorato (VIII secolo), a sua volta delimitata da due bassorilievi raffiguranti le città di Gerusalemme e Hebron. Annesso alla Sinagoga, il Museo di Arte e Storia Ebraica custodisce importanti testi religiosi e preziose testimonianze relative alla storia della comunità ebraica di Casale Monferrato.

Sinagoga e Museo di Arte e Storia Ebraica - vicolo Olper, 44 - tel. 014271807
Visite: la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17; in settimana per gruppi e su prenotazione. Chiuso il sabato e in occasione delle festività ebraiche.


Museo Civico
Risale al XII secolo la sede del Museo Civico, che fa parte dell'ex convento agostiniano di Santa Croce. L'ampio chiostro accoglie alcuni affreschi del pittore Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo, originario dell'omonimo paese del Monferrato. Seppure non sia stato esposto tutto il materiale in possesso, le Raccolte Civiche annoverano importanti pezzi della storia dell'arte piemontese e lombarda a partire dal XVI secolo. Immancabile una visita alla Gipsoteca Leonardo Bistolfi, in cui sono attualmente esposte 120 opere dello scultore, nato a Casale nel 1859.

Museo Civico e Gipsoteca Leonardo Bistolfi - via Cavour, 5 - tel. 0142444309 (museo) - tel. 0142444249 (prenotazioni)
Visite: sabato e domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18.30 (gli altri giorni su prenotazione)


A pochi chilometri...
Casale è stata capitale del Monferrato, e si estende in una zona caratterizzata dalla dolcezza dei rilievi collinari, dediti alla produzione di vini Barbera e Grignolino. Da Casale, verso Asti e verso Torino, si scorgono numerosi castelli che si ergono con le loro torri al di sopra dei vari paesi. Uno dei primi che si incontra è quello di San Giorgio Monferrato (5 km), che porta il nome di Castel Ricaldone, tra i più antichi del Monferrato (X secolo).

Cella Monte

Gli “infernott”
Il paese di Cella Monte sorge su una dorsale tufacea, e il suo nome ricorda le prime stanze scolpite nel tufo scavate a uso abitativo. A questa tradizione risalgono gli “infernott”, piccole cantine scolpite nella roccia, che un tempo erano utilizzate come dispensa per la conservazione dei cibi nei giorni di festa. Decisamente affascinanti per via della loro struttura, spesso anche con il tavolo e le mensole ricavati dal tufo, oggi gli infernott hanno perlopiù lo scopo di conservare i vini. Dove sorgeva l’antico castello di Cella Monte c'è Villa Perona, azienda vitivinicola e agrituristica, sorta nel 1874 e costruita interamente in tufo.

Villa Perona - strada Perona, 1 - tel. 0142488280 - www.villaperona.it

Fubine

Cascina Meraviglia - Enosis
All'interno della seicentesca Cascina Meraviglia, appartenuta un tempo ai conti Cacherano di Bricherasio, è stata inaugurata nel 2005 Enosis, un avanzato quanto rivoluzionario centro di servizi e ricerca nel campo dell'enologia e della viticoltura, voluto dall'enologo Donato Lanati. Nei 2500 metri quadrati in cui si estende la struttura, sono stati allestiti laboratori, sale di degustazione, cantine e sperimentali e zona universitaria (Enosis è anche sede didattica della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Torino). All’esterno, una vigna sperimentale di 5 ettari, la metà dei quali destinati alla coltivazione di 37 varietà autoctone italiane e alcune a diffusione internazionale.

Cascina Meraviglia - Enosis - via per Cuccaro, 19 - tel. 0131798311 - www.enosis.it

Masio

Castello di Redabue
Il Castello di Redabue, situato all'interno dei confini del paese di Masio, risale al XIII secolo, epoca di datazione di alcuni archi di tufo alternati a mattoni. La sua posizione strategica, tra la provincia di Alessandria e quella di Asti, a difesa della media valle del Tanaro, si rivelò spesso uno svantaggio a causa delle ripetute devastazioni e saccheggiamenti che dovette subire nel corso degli anni anche per degli scontri tra le famiglie dei Paleologi e dei Visconti per il dominio del Monferrato. Oggi sono aperti al pubblico gli spazi dell’antica cantina, alla base del castello, e la chiesa adiacente, disegnata da Filippo Juvarra come prototipo della futura Superga. Di rara suggestività il parco, che si estende per oltre dieci ettari con piante secolari come il lauro, il salice e l'ippocastano. Nelle case di fronte, un tempo adibite all’abitazione del fattore e della servitù, sono stati realizzati alcuni appartamenti, per un totale di circa 20 posti letto, per passare un suggestivo weekend.

Castello di Redabue - strada Redabue, 5 - tel. 3406589310 - www.redabue.it

Novi Ligure

Museo dei Campionissimi
Il Museo, inaugurato nel 2003 e fortemente voluto dalla comunità locale, è dedicato ai due Campioni di ciclismo di origine novese: Costante Girardengo e Fausto Coppi (quest'ultimo nativo di Castellania, paese poco distante). Nei 3000 metri quadrati dell'esposizione viene raccontata la storia della bicicletta, fino alle avventure dei due ciclisti che hanno reso famosa la città. La struttura ospita anche eventi fieristici, tra cui Dolci Terre di Novi, una rassegna enogastronomica annuale dedicata alla promozione dei prodotti tipici locali, e Mastro Artigiano, un'esposizione dell’artigianato d'eccellenza piemontese certificato con un marchio conferito dalla Regione Piemonte.

Museo dei Campionissimi - viale dei Campionissimi - tel. 014372585
Visite: venerdì dalle 15 alle 19, sabato, domenica e festivi, dalle 10 alle 19 (dal 1° aprile dalle 10 alle 20); altri giorni visite su prenotazione (solo per gruppi di almeno 10 persone)


Piazza Dellepiane
Questa piazza rappresenta l'antico cuore nobile di Novi Ligure, con i suoi palazzi dipinti che ricordano lo stile genovese (Novi ha fatto parte della Repubblica di Genova dal 1447 al 1815) e la presenza dei più importanti edifici della città. La Chiesa della Collegiata, dedicata a Santa Maria Assunta, fu fondata tra il VI e il VII secolo sopra le fondamenta di un tempio pagano, e successivamente modificata nel XVIII secolo. Di notevole interesse, Palazzo Durazzo e Palazzo Cambiaso Negrotto, entrambi di stile genovese. Sempre in piazza Dellepiane, il Palazzo Negrone-Costa, che presenta una meridiana basata sul calendario della rivoluzione francese. Al centro della piazza si innalza la grossa fontana, detta del Sale, perché donata da Lord Bentick dopo aver salvato il deposito di sale cittadino dall'assalto dei francesi.

Oratorio della Maddalena
L'oratorio, di proprietà della Confraternita dei Disciplinati, è dedicato a Santa Maria Maddalena, come si evince dalla superba statua barocca presente sul portale. L'interno è uno scrigno di opere d’arte, a partire dal Calvario in legno composto di ventuno statue a grandezza naturale disposte sulla parete del bacino absidale, che a colpo d’occhio danno l'impressione di trovarsi di fronte a un monte, quello del Calvario appunto. Di notevole interesse il crocifisso dello scultore del tardo Barocco Anton Maria Maragliano, la serie di rappresentazioni della Crocifissione di Cristo e il gruppo di otto statue in terracotta policroma ispirate alla Deposizione, risalenti ai primi anni del Cinquecento.

Oratorio della Maddalena - via Giuseppe Cesare Abba - tel. 014376600 (priore della Confraternita dei Disciplinati)
Visite: solo su prenotazione


Il Castello
Ormai rimangono solo più i resti dell'originario castello di Novi Ligure, ma sia l'edificio sia il parco che lo circonda meritano una visita. Spicca su tutti la torre a pianta quadrata risalente al 1233, alta 30 metri, mentre all'interno è possibile visitare il lungo tratto di sotterranei, che dal 1820 sono diventati parte dell'acquedotto. Gli alberi del parco risalgono al Settecento, e furono fatti piantare per volere del nobile genovese Gerolamo Durazzo. Nei pressi del castello è ancora possibile scorgere i resti della cinta muraria fatta erigere dalla Repubblica di Genova nel XV secolo.

Castello di Novi Ligure – parco del Castello - tel. 014372585 (Iat)
Visite: nel periodo estivo, durante la rassegna regionale di Castelli Apert
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A pochi chilometri...
Appena lasciata la città di Novi, proseguendo verso Sud, si stagliano le colline di Gavi Ligure, che insieme a quelle novesi rappresentano le terre di produzione del famoso vino bianco, conosciuto come Gavi. La città di Gavi (11 km) merita una visita per l’imponente forte (fine Cinquecento), edificato come nodo cruciale per la via che conduceva al mare, che dallo sperone roccioso su cui fu costruito domina tutta la Valle del Lemme. Altrettanto suggestivo l'itinerario che da Novi conduce alla Val Borbera, con paesaggi mozzafiato.
Seguendo il percorso del fiume Borbera si possono visitare le Strette di Pertuso, un tratto di gole lungo circa 6 chilometri, dove il fiume scorre impetuoso all’ombra degli imponenti muraglioni.
Nel Comune di Borghetto Borbera (17 km) si può ammirare il Castello Torre Ratti, risalente al XII secolo.

Ovada

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Conosciuta anche col nome di San Domenico, questa chiesa risale alla fine del Quattrocento. Durante il periodo napoleonico subì molti danni, dovuti soprattutto al fatto che i locali furono utilizzati per lungo tempo come caserma prima e magazzino poi. Nel 1986 un grave incendio distrusse completamente il coro e l'organo originali, ma tra le opere rimaste sono da citare l'altare di San Vincenzo Ferreri, situato nella seconda campata destra, in marmo policromo, e l'altare della Beata Vergine del Rosario, datato 1706. Negli oratori sono conservate alcune importanti opere, tra cui alcune casse processionali di Anton Maria Maragliano e dipinti del manierista Luca Cambiaso.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie - piazza San Domenico - tel. 014380206
Visite: tutti i giorni dalle 7.30 alle 11 e dalle 15.30 alle 17


Parrocchiale Antica di San Sebastiano
L'antica chiesa parrocchiale di Ovada, documentata già nel 1200 e intitolata originariamente a Santa Maria, fu venduta e smembrata nel 1791 (l'originale impianto romanico lo si scorge ancora nella zona dell’abside): il campanile divenne una prigione, mentre la navata centrale e quella sinistra furono trasformate nell’Oratorio di San Sebastiano, di proprietà dell’omonima confraternita. L'intitolazione rimase la stessa negli anni, anche dopo l'estinzione della confraternita, e nel corso dell’Ottocento l'oratorio venne trasformato nella Loggia di San Sebastiano, destinata al mercato coperto. Oggi l'edificio viene usato per mostre d’arte ed eventi.

Parrocchiale Antica di San Sebastiano - via San Sebastiano • tel. 01438361
Visite: aperta solo in occasione di iniziative culturali


Parrocchiale di Nostra Signora Assunta
I due campanili di questa chiesa, costruita a partire dal 1772, svettano al di sopra della città. Dall'interno, a tre navate, si eleva la cupola, divenuta negli anni insieme alla facciata il simbolo del panorama di Ovada. Gli elementi architettonici sono di ispirazione tipicamente ligure, con decorazioni trompe-l’œil. Di interesse artistico l'altare maggiore, realizzato in marmo policromo su disegno dell'Antonelli, e la statua della Vergine Assunta, risalente al Settecento.

Parrocchiale di Nostra Signora Assunta - via S. Teresa, 1 - tel. 0143832140/1/2
Visite: tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 17


Palazzo Spinola
Il palazzo, a pianta rettangolare, fu fatto edificare nella seconda metà del XVII secolo sulla sinistra della chiesa di Santa Maria delle Grazie, traendo ispirazione dalle ville genovesi del Seicento. Il nome richiama la potente famiglia genovese che intrecciò spesso i suoi affari di finanza e di acquisto di terre nella zona di Ovada. Oggi la proprietà dell'edificio è della comunità dei Padri Scolopi, che officia le celebrazioni nella chiesa di San Domenico. Al piano rialzato sono presenti ampi e sontuosi spazi di rappresentanza, mentre il piano nobile è caratterizzato dai preziosi saloni.

Palazzo Spinola - piazza San Domenico - tel. 014380206

A pochi chilometri...
A causa della sua posizione di frontiera, al confine con la Liguria, l'Ovadese è una terra ricca di castelli e rocche poste a difesa della via che porta al mare. Da menzionare, il castello di Trisobbio (8 km), in cui è possibile soggiornare, visitando anche l'annessa chiesa di San Bernardo (XII secolo).
Il Santuario della Madonna delle Rocche, nel comune di Molare (5 km), si erge da oltre cinque secoli su uno dei ripidi pendii che interrompono la piana di Molare, nell’alta Valle Orba.

Sezzadio

Chiesa di Santa Giustina
L'impianto originale della chiesa risale al 722. Nel 1030 i monaci benedettini fondarono l'omonima abbazia, mentre nel 1033 la chiesa fu quasi completamente ricostruita e ampliata dal marchese di Sezzadio, Oberto. In tempi moderni, nel 1956 cominciò l'opera di restauro della chiesa, unica superstite degli antichi edifici appartenenti al monastero.

Terruggia

La Chiesa di San Martino
La parrocchia di Terruggia, dal 1978 guidata dal parroco Don Carlo Baudino, dispone della Chiesa Parrocchiale, della casa parrocchiale e dell’oratorio. La chiesa parrocchiale che sorge al centro del paese, di fronte al palazzo Comunale, è dedicata a San Martino Vescovo di Tours (11 novembre) e alla natività di Maria (8 settembre). La sua costruzione iniziò nel 1574 in sostituzione di una più antica chiesa (chiesa di San Quirico) e venne consacrata il 26 giugno 1601. Nel 1897 fu eseguito un ampliamento laterale. Il campanile, alto 34 metri, su cui sono poste 5 campane e un grande orologio, vide la sua realizzazione nel 1906 con un primo progetto di Alzone Giuseppe di Casale, parzialmente eseguito (fondazione), e un secondo progetto nel 1908 di Caselli Crescentino di Torino, realizzato successivamente. Dal 1929 sotto la guida del Parroco Don Rota Giuseppe, ebbero inizio diversi lavori di ristrutturazione: l’abbassamento del pavimento della chiesa, la decorazione da parte del Ponzetti e nel 1035 gli affreschi e decorazioni da parte di L. e C. Morgari. L’attuale facciata è stata restaurata nel 1985.

Oratorio di San Grato
Chiesetta barocca a pianta ottagonale con cupola su quattro archi; pregevole la facciata con portale del periodo classico, di recente restaurata e affrescata da parte del Comune, cara ai Terruggesi, in particolare agli abitanti il rione di San Grato, in ricordo del servo di Dio Frà Leopoldo Musso (1850-1900), che spesso vi sostava in preghiera. Di essa si hanno notizie a partire dal 1605 e da allora venne curata dalla confraternita dei SS.Apostoli fino al 1708 quando tale confraternita venne eretta canonicamente con il titolo di San Grato e se ne prese cura fino alla fine 1800. È ancora consacrata e vengono celebrate Messe nel mese di maggio e a San Grato.

Il Teatro delle Muse
Posto all'angolo occidentale del palazzo municipale, acquistato nel 1852 e ristrutturato all'inizio del XX secolo con facciata in stile liberty, è composto da un'ampia sala voltata a padiglione con decorazioni floreali che impreziosiscono il soffitto insieme ai dieci riquadri raffiguranti le Muse. Vi è esposta una vecchia macchina da cinematografo restaurata. Ospita ogni anno la stagione teatrale da Ottobre ad Aprile.

Tortona

Santuario della Madonna della Guardia
Il Santuario, edificato a partire dal 1926, fu fatto costruire per volere di don Luigi Orione (di cui conserva le spoglie) sul sito dove sorgeva l’antica chiesa di San Bernardino. Osservando il panorama della città, la statua dorata della Madonna con bambino posta sul campanile si staglia, coi suoi 12 metri, al di sopra di ogni edificio, ed è diventata negli anni il simbolo di Tortona.

Santuario della Madonna della Guardia
via don Domenico Sparpaglione, angolo corso don Orione - tel. 0131863492
Visite: tutti i giorni dalle 6.30 alle 12 e dalle 14.30 alle 19


Duomo
Sebbene la facciata di ispirazione neoclassica, progettata dall’architetto Nicolò Bruno, risalga al 1880, la cattedrale di Santa Maria Assunta ha origini ben più antiche. L’edificazione è compresa tra il 1574 e il 1592, poi restaurata negli anni Trenta. Al suo interno sono conservate le opere di grandi artisti quali il Fiamminghino, il Moncalvo, il Vermiglio, il Luini e Camillo Procaccini. Nel presbiterio è conservata l'urna di San Marziano martire, primo vescovo e patrono della diocesi di Tortona. La cattedrale conserva le spoglie di un’altra figura storica di Tortona, il compositore e monsignore Lorenzo Perosi. Sulla piazza del duomo si affaccia anche il Palazzo Vescovile, costruito nel 1584.

Cattedrale di Santa Maria Assunta - piazza Duomo - tel. 0131861360
Visite: tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30


Palazzo Guidobono
Il Palazzo venne edificato nel XV secolo e fu utilizzato per anni come dimora signorile.
Parzialmente ricostruito nel 1939, all'interno conserva ancora un soffitto ligneo quattrocentesco con motivi araldici e, nei sotterranei, resti di muratura e un pavimento a mosaico. Attualmente il Palazzo viene utilizzato per mostre temporanee, ed è in fase di completamento il progetto per realizzare qui il Museo Civico Archeologico, con resti provenienti dall'antica Iulia Dertona.

Palazzo Guidobono - via Ammiraglio Mirabello - tel. 0131864297 (Ufficio Eventi e Manifestazioni del Comune)
Visite: durante le mostre aperto nel fine settimana il venerdì dalle 15 alle 19.30; sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.30


Santa Maria dei Canali
È la più antica chiesa cittadina, documentata dal 1511. La costruzione ha subito numerosi aggiornamenti nel corso degli anni, durante i quali vennero edificati le cappelle laterali e l'abside rettangolare; lo stile puramente romanico è stato contaminato di elementi gotici, frutto dei rimaneggiamenti. La struttura è rimasta tuttavia quella originaria, con tre navate. Di notevole interesse la tavola della Natività, di scuola leonardesca, proveniente dall'oratorio sconsacrato di S. Maria di Loreto.

Chiesa di Santa Maria dei Canali - via Giulia, angolo via Baluardo - tel. 0131863570
Visite: tutti i giorni dalle 7.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 19


A pochi chilometri...
Rivalta Scrivia (8 km), con l’abbazia cistercense di Santa Maria, edificata nel 1180, di cui è sopravvissuta soltanto, oltre alla chiesa, la sala capitolare.
Di grande impatto il percorso che si snoda da Tortona verso la Val Curone fino alle altezze di Caldirola (40 km): meritano la sosta le tre pievi romaniche di Viguzzolo, Volpedo e Fabbrica Curone (X e XI secolo).

Valenza

Duomo
Questa chiesa ha origini incerte: dell'antico duomo, di dimensioni inferiori rispetto a quello attuale e in stile romanico, si hanno notizie a partire dalla fine dell’XI secolo. A causa delle deplorevoli condizioni della struttura, nel 1606 il Consiglio generale decise di edificare la nuova cattedrale, affidando il compito a Paolo Falcone, architetto di Lugano. La nuova facciata è più recente, datata intorno al 1890. All’interno meritano una citazione l'altare maggiore, del 1760, e la Madonna del Rosario, dipinto dal Moncalvo nel 1620. Su richiesta è possibile visitare il Museo dell'Opera del Duomo, in cui si trova un cospicuo patrimonio di tessuti e argenterie.

Chiesa di Santa Maria Maggiore - piazza XXXI Martiri - vicolo Visconti, 19 - tel. 0131941840
Visite: tutti i giorni dalle 6.30 alle 12 e dalle 15 alle 19.30


Teatro Sociale
Riportato allo splendore che aveva a metà Ottocento, il Teatro Sociale è stato inaugurato nel 2007 dopo lunghi anni di restauri. Il nobile edificio fu voluto dalle famiglie più abbienti di Valenza, e costruito a partire dal 1853 seguendo le forme tardo-neoclassiche. La posizione in pieno centro cittadino era stata pensata per garantirne l'estrema fruibilità per i Valenzani, e così fu: il Teatro Sociale ha rappresentato per diverso tempo il cuore culturale della città. Oggi il cartellone è realizzato insieme con il Teatro Comunale di Alessandria, con una serie di spettacoli che vanno da novembre a fine aprile.

Cinema Teatro Sociale di Valenza - corso Garibaldi, 58 - tel. 0131942276 - www.teatrodivalenza.it

Palazzo Pellizzari
Sede del Municipio, il palazzo fu eretto nel XVIII secolo dal progetto dell’alessandrino Giuseppe Zani che, affidandosi allo stile neoclassico, consegnò a Simone Cordara Pellizzari quello che ancora oggi è considerato uno dei più bei palazzi della città. Le decorazioni interne sono sontuose e culminano negli affreschi mitologici della sala consiliare, opera di Luigi Vacca. Il piano terreno fu decorato invece dal padre, Angelo Vacca, all'età di 65 anni. Interessante la lapide in bronzo murata, posta in cima allo scalone del piano nobile, che riporta un'epigrafe di Salvatore Quasimodo in memoria del sacrificio dei partigiani di Valenza.

Palazzo Pellizzari - via Pellizzari, 2 - tel. 0131945246 (Urp)
Visite: solo in occasione di manifestazioni come Riso e Rose in Monferrato


Oratorio di San Bartolomeo - Chiesa di Santa Caterina
La Chiesa, ora sconsacrata, fu edificata nel 1584 da un maestro della famiglia Panizzari su commissione delle monache benedettine, ed è il monumento più antico della città. L'edificio fu riconsacrato e ribattezzato come San Bartolomeo nel 1835 dal governo napoleonico. L'apparato decorativo è in stile neogotico, mentre il portale del 1740 è in stile gotico. Nel 2007 San Bartolomeo è stato riaperto al pubblico dopo anni di restauri volti a conservare la complessa struttura architettonica, dalla pianta ottagonale agli affreschi gotici dell’Ottocento. La destinazione d'uso è prevalentemente per concerti di musica da camera o spettacoli di teatro.

Oratorio di San Bartolomeo - piazza Alfieri, angolo via Banda Lenti - tel. 0131945246 (Urp)
Visite: solo in occasione di manifestazioni come Riso e Rose in Monferrato


A pochi chilometri...
Valenza è rinomata in tutto il mondo per la sua produzione orafa, frutto di una sapiente miscela di arte, tecnologia e tradizione artigianale, con circa un migliaio di aziende che lavorano l'oro. Il Castello di Piovera (13 km), già citato nei manoscritti a partire dal X secolo, fu potenziato dai Visconti come roccaforte difensiva e utilizzato successivamente come dimora signorile.