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Andrea Mirò a Vignale Amica del Grignolino

Golosaria | 17/03/2017 Stampa STAMPA
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Domenica 2 aprile la musicista sarà premiata a Vignale come Amica del Grignolino

Andrea Mirò a Vignale Amica del Grignolino

Sarà uno degli appuntamenti più divertenti di Golosaria, quello che domenica 2 aprile avrà come protagonisti i nuovi “Amici del Grignolino”, ovvero lo storico curatore del primo archivio digitale del Monferrato Roberto Maestri e la musicista Andrea Mirò, premiati sul palco di Vignale (ore 11.00) dal giornalista Paolo Massobrio. Un riconoscimento che anche quest’anno sarà assegnato a due personaggi fortemente legati al Monferrato, un territorio dalle mille sfaccettature che proprio Andrea Mirò ha voluto raccontarci così...

D: Andrea, sei nata a Rocchetta Tanaro, quali sono i ricordi che ti legano al Monferrato?

Sono di Rocchetta Tanaro e ho vissuto per anni a Calliano. Negli anni ’80 Vignale per i ragazzi di 18 o 20 anni era un punto di riferimento nelle nostre colline; il festival Vignaledanza ogni anno portava nomi e artisti fantastici, e inoltre era il posto prediletto per andare a bere qualcosa e sentire musica. C’erano tutte cose nuove e artisti che facevano cose inedite. Ho scoperto negli anni gente che conosceva il Bar della Pesa. E poi era un continuo movimento sulla piazza; già in primavera tutto si svolgeva tra dentro e fuori. Era lontana dai circuiti modaioli delle discoteche, un posto che, nella mia memoria, oggi paragonerei a uno dei luoghi “cool” come ad esempio i navigli, che propongono altre cose e non seguono necessariamente la massa. E poi era sulla via per Alessandria; spesso quando andavo al Conservatorio ad Alessandria nessuno faceva la statale, passavamo sempre dalle colline. E cronometrandoci scoprivamo che rispetto agli altri riuscivamo ad essere in anticipo sempre di qualche minuto, perché quelle erano anche le strade meno battute dal traffico. E’ un posto che lego ai passaggi e alle zone chiave della mia giovinezza. Che è poi il momento della vita più importante, quello in cui si formano i nostri gusti, le nostre passioni.

D: che rapporto hai con il Grignolino?

R: Io sono milanese d’adozione, ma per me il Grignolino è il vino davvero rappresentativo delle mie zone e della mia terra d’origine. Un legame che in realtà non ho mai perso, anche perché il Monferrato è un posto d’elezione per molti artisti, ha una certa dose di follia, di grande creatività. E’ un territorio fuori dagli stereotipi, con punte di genio e creatività che ha saputo attirare a sé artisti e personaggi di ogni genere. Sono zone che ancora adesso trovo molto differenti rispetto alle altre campagne, con caratteristiche, anche sociali, molto diverse. E il Grignolino è per me una delle tante caratteristiche identificative di questa parte di Monferrato. E non lo dico io, ma la tanta gente che incontro e che ogni volta me ne parla come di un luogo fantastico. Ultimo il mio pediatra, che poco tempo fa, chiedendomi dove trascorressero il tempo i miei figli, alla risposta “In Monferrato” ha detto: “L’aria del Monferrato è perfetta. Come quella non ce ne sono”.