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Natale 2020, festeggiamo con una grande bottiglia!

Marco Gatti | 09/12/2020 Stampa STAMPA
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A Golosaria Fiera online una selezione di etichette davvero originale

Natale 2020, festeggiamo con una grande bottiglia!

Quest'anno Natale sarà diverso. La pandemia ci costringe a rinunciare alle consuete tavolate con un gran numero di parenti e amici. Nulla vieta tuttavia che le ore che passeremo a tavola con i nostri famigliari, siano nel segno del gusto. Anzi. Per onorare come non mai la compagnia coi  nostri cari con cui trascorreremo le festività, regaliamoci un grande vino da ricordare.

Tra le bottiglie che si potranno stappare per accompagnare i piatti della tradizione, a Golosaria Fiera Online è presente una selezione di cantine formidabili, tra cui abbiamo individuato dieci produttori i cui vini potranno essere quei vini memorabili con cui potrete accompagnare le specialità natalizie più golose. Auguri!



Annibale Alziati
Affezione particolare ci lega ad Annibale Alziati, testardo, caparbio, produttore in quel di Rovescala dove gestisce 18 ettari situati sui crinali delle colline tra i 250 e i 300 metri slm, secondo una filosofia produttiva che è di quelle meno invasive possibili, con una chiara impronta biologica e sostenibile, senza solfiti aggiunti e filtrazioni. Meravigliosamente innamorato della terra e stimato da Veronelli che gli dedicò un memorabile pezzo sul Corriere della Sera, in uno dei cru più autentici d'Italia, vede nascere il Gaggiarone, quel suo vino che parla con il suo colore intenso, granato, con i suoi profumi di sorprendente complessità, con quel suo bouquet che si propone con invitanti e continue note di frutta rossa (la ciliegia) e mandorle amare, con il suo sorso imponente, appagante. Da conoscere.



Boscaini Carlo
Nella zona classica e storica della Valpolicella, in una piccola valle particolarmente vocata alla coltivazione della vite per la produzione di ottimi vini, su di una superficie di 14 ettari, questa cantina che porta il nome del nonno, Boscaini Carlo, arrivato alla veneranda età di 102 anni. Oggi, i nipoti Carlo e Mario, proseguono questa antica e passionale attività con l’introduzione di tecnologie e lavorazioni all’avanguardia nei vigneti e in cantina. Producono principalmente Amarone, Valpolicella Classico, Recioto ma anche un ottimo Bianco a base garganega (con una piccola aggiunta di trebbiano toscano e malvasia). Nei nostri cuori è rimasto l’Amarone della Valpolicella Classico “S. Giorgio”, che fu grandioso Top Hundred 2016. Dal colore rubino profondo, ha note di confettura di amarene, sentori speziati, profumi di tabacco, gusto caldo, grande struttura, persistenza.



La Collina dei Ciliegi
A soli diciassette chilometri da Verona, la Collina dei Ciliegi, attività vitivinicola nata da una passione trasformata in visione e poi in realtà da Massimo Gianolli, imprenditore della finanza, che ha poi completato l'azienda con Ca’ del Moro Wine Retreat, eco-resort di sei suite, ispirato alla natura e al vino. Dai vigneti adagiati sulla collina di Erbin nascono grandi cru, come l’Amarone, ma anche nuovi vini espressione di un terroir ancora inesplorato, come il Supervalpantena rosso e bianco, che saranno per la prima volta nel bicchiere a partire dal 2021. Eleganza, potenza ed espressività i tre binari su cui viaggiano i vini. È vera eccellenza l'Amarone, giá nostro Top Hundred 2007. Dal colore granata, ha naso in cui spicca subito il suo carattere speziato molto marcato, ma in cui risaltano la frutta e i profumi di foglie d'autunno, mentre in bocca l'ingresso è morbido e invitante, con un finale di lunghissima persistenza.



San Mattia agricola Ederle
Due giovani che sanno il fatto loro, Giovanni Ederle e la sorella Camilla, che producono vino a due chilometri dall’Arena di Verona, sulle colline di San Mattia, dove possiedono anche un agriturismo. Quelli che lavorano con loro sono sotto i trent’anni e l’inclinazione, dal 2012, è quella della coltivazione biologica. Giovanni ha iniziato a 18 anni, estirpando un vigneto troppo vecchio, prima di iscriversi a Scienze e Tecnologie Viticole. La sua prima vendemmia è del 2008, con vinificazione in garage. Ma ciò che colpisce è la sua interpretazione dell’Amarone, perfetta per questa annata e in linea con una tendenza che non vuole più vini troppo “muscolosi”. Della vendemmia 2015 abbiamo incoronato il suo Amarone della Valpolicella come Top Hundred 2019. Dal colore rubino intenso, al naso è floreale con note di rose rosse e viole, quindi sentori di spezie, tabacco dolce da pipa, erbe balsamiche, grafite. Mentre al palato ha gusto caldo,  armonico, eccellente equilibrio.



Muxurida
Ha investito sul semidano, Luigi Paolo Sitzia, che  sta scrivendo una pagina nuova della vitienologia sarda con questo vitigno autoctono a bacca bianca giunto dai Fenici e quasi in via d’estinzione. A inizio Novecento fu fra i vitigni più colpiti dalla fillossera e negli anni a seguire, data la bassa resa, venne abbandonato. Ma non del tutto, perché a Trexenda, al confine con il Campidano, c’è l’azienda Muxurida, che ha radici fin dal 1700. Quindi pendii scoscesi su quella collina sabbiosa e calcarea nei pressi di Samatzai (30 km a nord di Cagliari) dove sono a dimora i 12 ettari vitati (20 mila le bottiglie). Stupefacente il Sardegna Semidano superiore "Costa J Vacca" 2016, vinificato esclusivamente in acciaio come tutti i suoi vini. Ha colore giallo oro intenso, al naso sono avvolgenti i frutti esotici; in bocca c'è un incredibile velluto che accompagna un sorso complesso, dove la freschezza ammanta un corpo ben sostenuto ed elegante. Senti lo zafferano, i fiori recisi, la macchia mediterranea, l'eucalipto e l’albicocca candita che tradisce una vendemmia tardiva. Luigi Paolo è anche parte del progetto “Akinas” insieme a Sardegna Ricerche e all'Agenzia Regionale Agris, per produrre spumanti da vitigni autoctoni. Per Natale fatevi un regalo, cercate il suo vino!



Pio Cesare
La Pio Cesare nasce nel 1881 con il bisnonno dell'attuale titolare, Pio Boffa, e da allora prosegue nel solco della continuità con la stessa famiglia al timone, oggi alla quarta generazione, ma con la quinta già pronta a farsi avanti. La cantina ha 70 ettari di vigneti in esposizioni particolarmente vocate, a partire dalle proprietà nelle zone prestigiose del Barolo come Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, La Morra, Grinzane Cavour e Novello. E del Barbaresco, come Treiso e San Rocco Seno d’Elvio. Possiamo definire la Pio Cesare una cantina sostenibile in quanto pratica le stesse lavorazioni del secolo scorso, che non contemplano impiego di sostanze antimuffa o di antiparassitari, ma solo rame e zolfo, come testimoniano le analisi interne effettuate sui vini che hanno un residuo chimico pari a zero. Quindi la filosofia della famiglia ha come punti fermi il rispetto dell'ambiente e del terroir. Tra i vini, imperdibili il Barbaresco, che con il millesimo 2014 fu nostro Fuori di Top, ed  il Barolo, un rosso immenso dal colore rubino, con sfumature color granata, dal naso di grande complessità, con sentori di frutti di bosco in confettura e scorza di agrumi, note balsamiche e cenni di humus, dal sorso caldo, vigoroso ma equilibrato nei tannini e con un finale di persistenza infinita.



Quarta generazione
La storia di Giovanna Paternoster è quella di una ragazza che, dopo studi di comunicazione ed esperienze lavorative lontane da casa, ha voluto ritornare alla terra con un progetto rinnovato. Partendo da tre ettari coltivati in regime biologico, ha puntato su un vitigno autoctono simbolo del suo territorio, l’aglianico del vulture. Nonostante papà Sergio – enologo di fama internazionale – e nonno Giuseppe abbiano sempre fatto vino, ha deciso di ripartire da zero, dalle nuove etichette, figlie del suo pensiero, alla cura dei vigneti alle pendici del Vulture, tra due colate laviche che permettono un microclima più che unico per i suoi vini. Il suo capolavoro il grande Aglianico del Vulture, che fu nostro Top Hundred 2017, prodotto in un numero esiguo di bottiglie vinificate con attenzione quasi maniacale. Produce anche un fiano in purezza che è pulitissimo, in etichetta “Il Bianco Quarta Generazione”. 



Secondo Marco
Marco Speri ha un nome che dice delle sue origini, tutte nel vino, visto che gli Speri sono famiglia celeberrima nel mondo dell’Amarone. Invece di godersi la fama acquista con il lavoro degli antenati, con orgoglio e consapevolezza dei suoi talenti, ha voluto creare una realtà sua, ed è nata questa sua nuova cantina. “Tieni i piedi in terra e vedi che ti spuntano le ali”, la frase che meglio sintetizza quello che è successo. Qui i risultati sono d’eccellenza. I quattro vini prodotti, Valpolicella Classico e Ripasso, il Recioto e l’Amarone, rappresentano un vero poker d’assi. Sommo l’Amarone, già nostro Top Hundred 2011. Rubino intenso, con note granata, ha aromi di frutta matura, confettura di amarena, lamponi e prugna, mentre al palato ha gusto caldo, morbido, struttura e persistenza.



La Spia di Rigamonti Michele 
Michele Rigamonti ha deciso di puntare sulle uve nebbiolo, del biotipo chiavennasca, e le ha piantate su stretti terrazzamenti strappati alla roccia. Con pH neutro e sub-acido e tessitura sabbiosa che sono due degli elementi che contraddistinguono questo territorio di Valtellina. Se aggiungete la scarsa profondità che sottopone le viti a un positivo stress idrico, non vi stupite se da questi luoghi avrete vini eleganti, robusti e di qualità. Da questa viticoltura nota a tutti come 'eroica', i vini de La Spia, cantina il cui nome è legato al costone roccioso situato nella sottozona Sassella. Tra i suoi nobili rossi, spiccano il Valtellina Superiore 2016, elegante, setoso, minerale, dal finale gradevolmente amarognolo, quindi il Valtellina Superiore ER64, dalla delicata speziatura e l’Alpi Retiche Bianco “Castelàsc", molto aromatico e floreale, in bocca pieno, rotondo e giustamente alcolico. Su tutti il nostro Top Hundred 2020, il Valtellina Superiore Sassella PG40 (le iniziali della madre), la cui vinificazione prevede un passimento in cassetta per 15 giorni e un successivo affinamento in tonneaux di almeno due anni, dalle note di frutta rossa e spezie, dal sorso caldo e armonico.



Curto Marco
Fidatevi di noi, e cercate questa piccola azienda a conduzione familiare. Opera in uno dei cru del Barolo e ha sempre puntato sulla sostenibilità in tutte le fasi della produzione. Sin dalla coltivazione dove è evitato l’uso di prodotti chimici invasivi, preferendo il concime naturale, le trappole ai ferormoni al posto degli insetticidi e la poltiglia bordolese come base per la cura delle varie patologie. In cantina invece la fermentazione avviene senza l’aggiunta di lieviti esterni, per esprimere al massimo la territorialità e i vini non vengono né filtrati né chiarificati. Sublime quello che è vero e proprio gioiello della cantina e della viticoltura piemontese: il Barolo Arborina 2015, sintesi perfetta di questa filosofia produttiva. intenso, etereo, speziato con sentori di petali di rosa canina, note fruttate e balsamiche, cacao, fieno e tartufo caldo, austero, pieno, robusto e al contempo vellutato ed elegante. Il grande rosso ideale per accompagnare i secondi di pregio della tavola natalizia!

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