Tra novità e conferme, tutte le iniziative e le aperture previste nel weekend di Golosaria
Il Monferrato è il territorio più castellato d'Europa (e dunque del mondo) e per questa edizione di Golosaria molti dei manieri più affascinanti aprono le porte per visite e iniziative speciali, tra conferme e novità clamorose. Ecco un approfondimenti sui castelli dell'Astigiano.
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Piea: fantasmi, narcisi e un museo vivo
Cercate un fantasma? Nel castello di Piea c’è. Anzi: ce ne sono ben due e sono madre e figlia. La madre è (era) Orsola Roero, moglie di Faussone di Clavesana, proprietario del maniero, qui morta nel 1796 a soli ventiquattro anni dando alla luce una bambina, che non sopravvisse dopo il parto. Il fantasma di Orsola è noto come la Dama Bianca, perché in abiti bianchi è stata talvolta scorta. Si tratta di due fantasmi buoni che frequentano il loro castello, rimpiangendo le sue belle sale. Il castello è documentato dal 1199, ma già dall’anno 832 sul suo sito è citata la presenza di un fortilizio. Nei secoli, da castrum difensivo il complesso è diventato una residenza di svago.
Oggi è possibile ammirarvi le stanze tutte arredate con mobili e oggetti d’epoca, lo scalone realizzato su progetto di Filippo Iuvarra, gli affreschi trompe l’oeil di Bernardino Fabrizio e Giovanni Galliari (1762), le cantine e il salone delle feste. Un museo vivo, regolarmente abitato dai suoi proprietari. Intorno, il parco con Giardino all’Italiana, statue e la sorprendente fioritura di più di quattromila bulbose a primavera.
INIZIATIVE PER GOLOSARIA
sabato 16 e domenica 17 maggio
Orari: sabato 16 maggio dalle ore 12 alle 18 - domenica 17 maggio dalle ore 11.30 alle 18
• visita al castello con guida alle magnifiche sale interne e collezioni d’arte
• possibilità di pranzo degustazione al Castello
• tableaux vivants con personaggi in costume vendita di prodotti tipici locali
info:
Castello di Piea d'Asti
- piazza Italia, 3 - tel. 3407818231 - www.castellodipiea.com
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Castell’Alfero: il barocco alfieriano, il panorama e il tricolore
Fortezza testimoniata dal 1290, ma con probabile preesistenza, il castello di Castell’Alfero, oggi sede del Comune e del Museo etnografico “ ‘L Ciar” , si presenta come residenza barocca di particolare eleganza. La trasformazione da forte militare a raffinato edificio porta una firma illustre, quella di Benedetto Alfieri, zio di Vittorio Alfieri. Fu lui a disegnarne ampliamenti e restauri su commissione del Conti Amico. Imperdibili la Sala Verde e la Sala Rossa del piano nobiliare, che segnalano, con i loro affreschi e la scelta accurata di piastrelle pavimentali e decorazioni, la ricercatezza degli ambienti.
All’esterno, il giardino terrazzato offre uno dei panorami più spettacolari sul Monferrato. Non va dimenticato che proprio a Castell’Alfero nacque nel 1774 Giovanni Battista De Rolandis, ideatore con il bolognese Luigi Zamboni del tricolore che compone la bandiera d’Italia. L’abitazione dove nacque, segnalata da una lapide commemorativa, si trova non lontana dal castello, e una sala del castello stesso è a lui intitolata. Zamboni e De Rolandis furono giustiziati a Bologna nel 1796 in quanto protagonisti di un’insurrezione per la costituzione di una repubblica e contro ogni assolutismo. La coccarda distribuita dai due giovani durante l’insurrezione ispirò nei suoi colori la bandiera italiana, adottata per la prima volta a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797 quale vessillo della Repubblica Cispadana e poi divenuta bandiera dell’Italia unita.
INIZIATIVE PER GOLOSARIA
domenica 17 maggio
Orari: dalle ore 15:30 - Visita guidata al Piano Nobile del Castello e scoperta delle collezioni del Museo Etnografico ‘L Ciar allestito nelle cantine del castello, custode delle tradizioni del territorio
info e prenotazioni
La prenotazione è obbligatoria presso il Comune di Castell'Alfero (Piazza Castello, 2)
Telefono: 0141406611 - segreteria@comune.castellalfero.at.it - cell. 3387665071
Nel complesso del castello si trovano
• il ristorante Álea – Piazza Castello, 2 – tel. 01411760232 - www.ristorantealea.it – alearistorante@gmail.com
• il Cafè del Conte Amico – Piazza Castello, 2 – tel. 0141405755
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Montiglio Monferrato: gli antichi affreschi riscoperti
Imponente, svettante, imprendibile: così si presenta il castello di Montiglio Monferrato, uno dei più grandi castelli del territorio. Così strategico da essere sottoposto spesso ad assalti nemici per tutto il corso del Medioevo, possedeva e conserva un sistema di raccolta delle acque piovane che, combinato con l’approvvigionamento di acqua dalle sorgenti dei suoi sotterranei, avrebbe potuto consentire ai castellani e al loro seguito di resistere per due anni a un assedio. I documenti indicano il sito come luogo abitato con funzioni di difesa sin dal IX secolo; la presenza del castello è certa dal XII secolo. Le periodiche ricostruzioni, già attuate in epoca medievale e conseguenti ai danni provocati da attacchi e battaglie, hanno consentito al castello di attraversare la storia mantenendo quasi inalterata la propria imponenza. Nel ‘600 divenne residenza nobiliare.
In occasione di “Golosaria tra i castelli del Monferrato” 2026 sarà possibile accedere al Parco del Castello per visitare la Cappella di Sant’Andrea. La Cappella possiede al suo interno il più antico ciclo di affreschi della zona, risalenti agli anni ’40 del ‘300 e realizzati dal cosiddetto “Maestro di Montiglio”, probabilmente operativo anche nella non lontana Canonica – Abbazia di Santa Maria di Vezzolano a Albugnano. Gli affreschi sono distribuiti su due ordini e narrano gli episodi della vita di Cristo. Una curiosità: durante la peste del ‘600, le pareti della Cappella furono intonacate con calce allo scopo di igienizzare il locale e la riscoperta degli affreschi risale ai primi anni ’30 del secolo scorso. Successivi restauri hanno riportato alla luce questo inestimabile patrimonio d’arte medievale.
INIZIATIVE PER GOLOSARIA
domenica 17 maggio
La visita alla Cappella di Sant’Andrea nel parco del castello rientra nella proposta Montiglio Monferrato Walking Tour
che comprende
- Gli affreschi trecenteschi della Cappella di Sant’Andrea nel parco del Castello.
- Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pace
- percorso “Tracce di storia”
orari: 10:30 - 11:45 - 14:30 - 15:45 - 17
ticket: 10€ intero - gratuito fino ai 14 anni, disabili e accompagnatore
prenotazioni: visitlmr.it/it/esperienze
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Viarigi: segnali di fuoco e di fumo dall’alta torre
La Torre dei Segnali di Viarigi è uno dei più importanti esempi italiani di torre di avvistamento. Costruita intorno al 1320 nel luogo in cui sorgeva un castello, la torre è stata riconosciuta edificio monumentale nel 1908. La sua funzione originaria era quella di controllo del territorio e di comunicazione con paesi e castelli dei dintorni. Alta 26,5 metri, a pianta quadrata di 5,80 metri per lato, la torre offre una visione molto ampia sul Monferrato.
Come avveniva la segnalazione su lunga distanza nel Medioevo e per gran parte dell’Età Moderna? Durante le ore di luce, si utilizzavano il fumo o superficie riflettenti quali gli specchi; di notte, erano fuochi o fiaccole accese a lanciare messaggi; talora erano utilizzati anche avvisi sonori. Data la sua importanza decisiva nell’individuare l’arrivo di eserciti e lo spostamento di persone, la Torre dei Segnali era considerata uno strumento prezioso e da realizzare in modo tale che risultasse protetta da eventuali attacchi. A testimoniarlo è lo spessore dei suoi muri, che è di circa 1 metro e 20 centimetri. Al fine di conservare la struttura originaria, a metà ‘800 fu rivestita da mattoni in laterizio. La sommità della torre presenta merli ghibellini; al suo fianco, l’edificio del corpo di guardia.
INIZIATIVE PER GOLOSARIA
sabato 16 maggio
Nella Torre dei Segnali, mostra di Paola Grassi “Dentro il giardino: uno sguardo sulla natura attraverso l’acquerello”
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Moncalvo: il castello che c’è e non c’è
La prima citazione di un luogo fortificato a Moncalvo risale al XII secolo, ma il sito indicato sui documenti coevi potrebbe non corrispondere con il castello attuale, che si trova sulla sommità del paese. L’espressione “il castello attuale” nasconde in realtà un paradosso: del castello restano i bastioni e la torre panoramica, con un belvedere di grande impatto, mentre la grande piazza soprastante i bastioni, con il suo perimetro di portici, corrisponde a dove un tempo sorgeva il corpo centrale del castello, costruito nel XIV secolo e andato distrutto nel tempo. La posizione strategica del castello ha visto succedersi feudatari e occupanti diversi, dai Marchesi di Saluzzo ai Marchesi del Monferrato, che lo elessero sede della loro corte itinerante, ai Gonzaga, ai Francesi, agli Spagnoli e ai Savoia, con il culmine di scontri e assedi nelle cosiddette Guerre del Monferrato dei primi decenni del ‘600. Quanto restava del castello fu acquistato dal Comune nel 1858. Vai al programma completo.
Frinco: la rinascita
Bello e possibile questo castello che dal XIII secolo svetta sul borgo di Frinco. Che fosse possibile una sua rinascita dopo i crolli avvenuti intorno al primo decennio del 2000 sembrava un’utopia. Nel 2019, però, il Comune di Frinco lo ha acquistato e ha iniziato a procedere al suo restauro. Lunghi anni di lavori e risultato raggiunto, come sarà possibile constatare in “Golosaria tra i castelli del Monferrato” 2026. Un patrimonio di mura e di storia è stato ridonato al territorio. Ghibellino e resistente agli attacchi, il castello, con il su feudo, passò di proprietà fra banchieri astigiani, ai Marchesi di Monferrato, ai Visconti, persino agli Orleans, quando Luigi I di Valois – Orléans, fratello del re Carlo VI di Francia, nel 1387 sposò Valentina Visconti che portava in dote Asti e altri centosei feudi. Dal 1488 al 1892 vi dominarono quasi continuativamente i conti, poi marchesi, Mazzetti. Estinta la dinastia, iniziò un passaggio fra vari privati. Lo compongono vari corpi di fabbrica, in un insieme articolato che lo rende suggestivo sia per architetture esterne sia per gl’interni.
INIZIATIVE PER GOLOSARIA
domenica 17 maggio
• dalle ore 9 alle 17 - Sapori del Territorio: apertura degli stand gastronomici con prodotti locali nel suggestivo parco del Castello di Frinco
• dalle ore 9 alle 17 - Arte in Castello: presso la sala rotonda della torre, mostra di pittura “Sospiri di colore al Castello” a cura di Cristina Lodigiani
• dalle ore 9.30 alle 13 - Scatti di Palio. Shooting fotografico a cura dell’associazione “ScattiAmo” con la partecipazione dei figuranti del Palio di Asti
• ore 10.30: “Gocce del Monferrato” extravergine di oliva l’oro verde del nostro territorio. L’olio raccontato di Eva Collini, Tecnico Nazionale ed Esperto di oli d’oliva vergini ed extravergini, ambasciatrice dell’olio 2026. Degustazione a cura dell’Associazione Olivicoltori (ASSPO)
Info: Comune di Frinco 0141904066 - +39 3358054553
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Grazzano Badoglio: un’abbazia che sembra un castello
Per il luogo in cui sorge, dominante sulle colline, il complesso dell’antica abbazia di Grazzano Badoglio, comprendente la chiesa parrocchiale attuale, evoca un insieme edilizio castellato. Si tratta dell’abbazia fondata da Aleramo, personaggio a metà fra storia e leggenda, capostipite di uno dei marchesati più longevi nei secoli e che ha dato il nome al territorio. Il toponimo “Monferrato” deriverebbe, infatti, dal dialettale “mun”, che significa “mattone”, e “fra”, ferrato: fu grazie alla ferratura del suo cavallo che Aleramo, secondo tradizione, avrebbe cavalcato per tre giorni e tre notti ininterrottamente, ottenendo in cambio dall’Imperatore tutte le terre comprese nel perimetro dell’epica cavalcata. Nacque così il Monferrato storico.
La data di fondazione dell’abbazia da parte di Aleramo si colloca fra l’anno 950 e l’anno 961; affidato da Aleramo ai monaci Benedettini, l’insieme edilizio ha vissuto fasi alterne di rilevanza e abbandono, sino a essere completamente ristrutturato alcuni anni fa in senso conservativo e ricostruttivo dell’originale romanico. Oltre alla torre campanaria, da ammirare sono il chiostro, che si affaccia sul giardino coltivato come Orto dei Semplici, e l’adiacente terrazza panoramica. Nella chiesa parrocchiale, più volte ricostruita, nella seconda cappella della parete a destra si segnalano un frammento di mosaico pavimentale bicromo e due affreschi attribuiti a Guglielmo Caccia, detto “Il Moncalvo”, uno dei quali con la rappresentazione del ritratto di Aleramo. Ed è proprio qui che la tradizione indica il luogo della sua sepoltura.
INIZIATIVE PER GOLOSARIA
sabato 16 maggio
• dalle ore 15, apertura con visite guidate alla Chiesa Parrocchiale Santi Vittore e Corona e al chiostro romanico. La cappella che custodisce la tomba di Aleramo, secondo altare a destra, è decorata dagli affreschi di Guglielmo Caccia: l’effigie di Aleramo e, ai lati dell’altare, San Biagio e Santa Giustina, i santi ai quali era dedicata l’abbazia di Sezzadio (dove, secondo la leggenda, era nato Aleramo). All’interno della chiesa anche la pala d’altare di Guglielmo Caccia con la Madonna del Rosario e i Santi Vittore e Corona, patroni di Grazzano. Nel terzo altare la bellissima Immacolata, opera della figlia Orsola Maddalena Caccia. Fari puntati anche sul famoso quadro di Andrea Pozzo, “La morte di San Francesco Saverio”
domenica 17 maggio
• ore 9:30: visite guidate alla Chiesa Parrocchiale e al Chiostro Romanico
• ore 17: sul sagrato della Chiesa, distribuzione della Zuppa dell’Abate.
Info
Comune di Grazzano Badoglio - via IV Novembre, 1 - tel. 0141925455 - info@comune.grazzanobadoglio.at.it
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