Dai libri di Cinzia Montagna, il paese inventato fa incontrare nella realtà i suoi "concittadini" lettori

Più che un raduno, anche se così si chiama, è una scommessa. Il primo Raduno di Trentacapre organizzato a Montiglio Monferrato domenica 17 maggio sta fra provocazione e festa: in quanti si riconoscono nel paese d’invenzione narrato da Cinzia Montagna nei libri “Benvenuti a Trentacapre” (2023) e “Bentornati a Trentacapre” (2025) pubblicati da Navarra Editore? In tanti, verrebbe da dire, perché quel paese dal nome che sembra uno scioglilingua e che non esiste nella realtà racconta, con ironia, la vita di tutti i paesi d’Italia. Ci sono il Sindaco, alle prese con “grane” importanti e  grane “rognose”, l’anziano parroco e la sua perpetua, i clienti del Circolo Ricreativo “La Seconda Giovinezza” e gli ospiti della Casa di Riposo “Conte De Nippini – In memoria di Afrodite”, lo storico locale, la pettegola che semina zizzania, le mamme riunite in gruppi chat dal Catechismo a tutti gli anni scolastici, le strade da asfaltare e i lampioni da convertire in luci a led. Soprattutto, c’è una comunità che condivide la quotidianità e gli eventi straordinari, a volte compatta, a volte in disaccordo.

Per i Trentacapresi in trasferta, che già hanno letto i libri o sono curiosi di leggerli, la Pro loco e il Comune di Montiglio Monferrato hanno creato un programma domenica 17 maggio  in occasione di “Golosaria tra i castelli del Monferrato” 2026. È indispensabile la prenotazione, specificando di voler partecipare al Raduno di Trentacapre. Il programma del Raduno in sintesi prevede: accoglienza e registrazione dei partecipanti alle ore 10 in Sala Consiliare, presentazione di Trentacapre quale paese specchio di tanti paesi italiani (con la partecipazione di Paolo Massobrio e dell’autrice dei libri), visita alla Cappella di Sant’Andrea nel Parco del castello, pranzo con portate tipiche di Montiglio e ispirate dalle ricette dei libri, visita libera alla Pieve di San Lorenzo. Montiglio Monferrato attende i Trentacapresi in questo insolito “gemellaggio” all’insegna dei sapori e del sorriso.
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IL PAESE DI TRENTACAPRE

Il paese di Trentacapre non esiste sulle carte geografiche. È un paese d’invenzione dove Cinzia Montagna ha ambientato dal 2023 i suoi libri umoristici, “Benvenuti a Trentacapre” e “Bentornati a Trentacapre”, pubblicati da Navarra Editore. Trentacapre è, però, lo specchio dilatato con ironia dei piccoli paesi d’area interna d’Italia, con le loro comunità che si conoscono da generazioni, le loro dinamiche sociali e i problemi di amministrazione che tutti i Sindaci dei paesi mignon conoscono. Si dice che a Trentacapre non ci sia niente e non succeda mai niente, invece ci sono tradizioni, luoghi da scoprire, situazioni esclusive e di forte identità, come in tutti i borghi italiani. Di tanto in tanto succede un fatto eccezionale. Spesso qualcuno decide di lasciare la città per vivere a Trentacapre, dove tutto è autentico e genuino. Come accade in tanti paesi che esistono davvero.

Il toponimo -  Trentacapre deriva dalla seguente particolarità storica, riportata da antichi documenti: “Visse in tale comunità fra il 1212 e il 1276 il conte Alfonso Arcibaldo Antonio III della dinastia dei conti Nippini. Esso conte Alfonso era solito esigere a ogni primavera dai suoi servi della gleba trenta capre per il proprio allevamento. Una richiesta all’apparenza bizzarra, ma motivata dal fatto che le capre, per un qualche sortilegio del terreno o dell’erba, morivano appena posato zoccolo nella contea dei Nippini e pertanto si rendeva necessario ogni anno provvedere a una loro reimmissione date le accidentali morìe dovute a contatto col suolo. L’imposizione del conte costringeva i subalterni a rubare le capre da contee e marchesati vicini  e a trasportarle a una a una, tenendole fra le braccia e sollevate dal suolo, sino al cospetto del conte. I servitori personali del signore provvedevano poi a issare ogni capra su strutture di legno legate al soffitto con corde, dove gli animali trascorrevano il resto della loro vita senza mai scendere”.

Monumenti – Nessuno. Si sta cercando di ottenere contributi per la realizzazione del Museo delle Corde, essendo state conservate le corde medievali delle capre aeree. Finora le richieste di contributi non sono state accolte.

Luoghi da visitare – Il Circolo Ricreativo “La Seconda Giovinezza”, il negozio della parrucchiera Luisella “Il bigodino ascetico”, la chiesa, ma soltanto se Don Lazzaro e la sua perpetua, la Tabita, aprono il portone.

Info  gruppo Facebook “Sei di Trentacapre se”

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