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Una cantina sempre più italiana (e sostenibile)

Golosaria | 05/06/2019 Stampa STAMPA
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A oltre quattro mesi dalla manifestazione i posti sono già in fase di completamento

Una cantina sempre più italiana (e sostenibile)

L’area wine a Golosaria si sta componendo velocemente e a oltre quattro mesi dalla manifestazione i posti sono già in fase di completamento. Il panorama dell’evento 2019 si conferma tra i più interessanti e ricco di spunti degli ultimi anni, con il rafforzamento di una tendenza: sempre più cantine emergenti, con una produzione che guarda alla sostenibilità ambientale.

È il caso del Podere I Sabbioni di Corridonia al  loro debutto assoluto su questo palco, o di Tenuta Sant’Antonio con il suo ambizioso progetto Tèlos. E poi ancora le grandi famiglie del vino italiane come i Cotarella con l’azienda Falesco o ancora l’azienda Manuelina della famiglia Achilli, anche loro al debutto a Golosaria, con i vini dell’Oltrepò o ancora la famiglia Abrigo alfieri del Dolcetto o la Cantina Marisa Cuomo con il loro Furore.

Quindi la grande rappresentanza dei toscani con nomi di punta quali Ridolfi, Lombardo, Pomona o ancora la pattuglia sempre importante dei lombardi con Pellegrini, Scuropasso, La Piotta Pedroggi, Manestrini. E quindi il Veneto con Corte Quaiara e la grande squadra dei piemontesi: Franco Roero, Bera, Cascina Fontana, Tenuta Montemagno, La Capuccina, Gnavi. E ancora Cantina Produttori di Erbaluce, Gian Paolo Repetto, Tenuta Bricco San Giorgio.

Dalla Calabria vedremo arrivare Serracavallo, Baccellieri, Nesci; dalla Sicilia Tenuta Santo Spirito; dal Molise Tenimenti Grieco; dalla Basilicata Masserie dell’Imperatore; dalle Marche Capecci; dalla Campania Villa Dora. E questo è solo il primo assaggio.