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Erbe ed essenze: la magia di amari e vermouth

Golosaria | 04/12/2020 Stampa STAMPA
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La tradizione liquoristica protagonista a Golosaria Fiera Online

Erbe ed essenze: la magia di amari e vermouth

Gli amari storicamente sono nati per motivi medicamentosi: una tradizione portata avanti per secoli presso monasteri e abbazie. Nell'Ottocento l'arte liquoristica ha travalicato i muri conventuali, per celarsi nei retrobottega delle farmacie e delle drogherie. Il consumo è diventato per puro piacere. La tradizione liquoristica italiana è apprezzata in tutto il mondo. E così è anche per i vermouth, autentico vanto italiano. Scopriamo assieme i campioni di Golosaria Fiera Online. Con un click.

San Giuseppe
Quando si parla di amari, non può mancare l'Amaro San Giuseppe, prodotto seguendo ancora oggi una ricetta segreta donata agli inizi del ‘900 da un farmacista ai gesuiti. Il risultato è senza compromessi: amarissimo, ma anche complesso e di straordinaria persistenza. Nel 2014 è nato il Liquore San Giuseppe: il sapore è più amabile e meno forte, per la presenza di miele d’acacia biologico, da bere come un normale digestivo.



Fred Jerbis
Federico Cremasco ha unito le sue due professionalità – barman e botanico – per creare prodotti straordinari, che raccontano in modo unico il Friuli, sua terra d'origine. Per un Negroni ineguagliabile provate a miscelare Gin43 (dove 43 sta per il numero di botaniche utilizzate), Vermut25 (25 botaniche tra cui tre diversi tipi di assenzio in vino Verduzzo del Collio) e il Bitter34. Da provare anche Gin7, che invecchia in botti di acacia e l’Amaro16, realizzato con una sola infusione alcolica di 16 botaniche raccolte nelle terre friulane.



Gargiulo 1966
Carlo Gargiulo e la moglie Angela Caliendo, titolari di Coloniali Enoteca Gargiulo, enoteca fondata nel 1966 sul corso principale di Eboli, hanno ideato l'Amaro Don Carlo, a base di erbe, spezie e mallo di noci che fa 30 gradi alcolici. Una sintesi perfetta tra un amaro tradizionale e il Nocino locale, da degustare liscio o con ghiaccio o da impiegare in cocktail.



Herbaline 
Lyskamm è il ghiacciaio che ha ispirato ai fratelli Marco e Morgan Venara il nome e la freschezza del loro amaro. Ottenuto dall’infusione di ventuno tra erbe, frutti, radici, semi e cortecce tipici della tradizione liquoristica italiana, è piacevolissimo all’assaggio con le sue note alpine del ginepro e della genziana, quelle mediterranee dell’arancio e del rosmarino e poi il coriandolo e lo zenzero, mescolati ai profumi della menta e dell’alloro.



• Macchia Mediterranea
Tra i vermouth italiani non possono mancare ottimi campioni sardi, come quello realizzato dal barman Emilio Rocchino. Il suo Vermouth Macchia è caratterizzato ovviamente dal mirto, il tipico arbusto sardo anticamente utilizzato per dolcificare i vini. Si accompagna agli altre tre Vermouth della casa: il Rosso al mirto, il Bianco Maestrale e il Dry Marino. Novità, il Gin Selvaggio Macchia, aromatizzato con bacche di ginepro e altre erbe di Sardegna, e il Carasau, la vodka al pane carasau.



Toso
Difficile sintetizzare in poche righe le eccellenze di questa azienda di Cossano Belbo, proprietaria di due storici marchi legati al mondo dei liquori. Il primo è quello dell’amaro Toccasana, la cui ricetta con 37 erbe è stata messa a punta da Teodoro Negro, erborista di Cessole. Straordinaria la versione Riserva del Fondatore Nurin, affinata in botti di rovere per almeno tre anni. Il secondo marchio è Gamondi, nome storico tornato alla ribalta con una linea straordinaria, che parte dai Vermouth di Torino Superiore Gamondi, nelle versioni bianco e rosso e continua con Bitter, Amaro Gamondi, Aperitivo, Sambuca e Crème de Cassis.



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