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Vino e pesce

Golosaria | 09/12/2020 Stampa STAMPA
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10 cantine presenti a Golosaria Fiera Online i cui vini sono perfetti per la cucina di mare

Vino e pesce

Dalle cantine presenti a Golosaria Fiera online, una selezione di etichette che vanno a nozze con la cucina marinara che diventa spesso attuale con le festività. Vini che vogliamo condividere con voi, invitandovi a visitare Golosaria Fiera Online dove, da vere cantine top, potrete avere chicche che ci entusiasmano.



Marisa Cuomo
Un gioiello le vigne della cantina di Marisa Cuomo, nel comune di Furore, a circa cinquecento metri sul livello del mare, aggrappate alle rupi della Costiera Amalfitana. Sono 35 anni che i titolari lavorano in una situazione eroica, su quelle terre della Costiera che danno vino dal carattere speziato e minerale. Nella vigna trovano spazio vitigni autoctoni a bacca bianca (biancolella, falanghina, fenile, ripoli, ginestra e pepella) e a bacca rossa (aglianico, piedirosso, sciascinoso e tronto), coltivati su un terreno di natura dolomitica con il sistema di allevamento a pergola. Per mantenere questo scenario paesaggistico unico è necessario un reticolo di muretti a secco chiamati “macerine” che sorreggono i terrazzamenti a picco sul mare. Tra i vini prodotti, il Ravello Rosso che riposa in barriques nuove di rovere francese ed il Ravello Bianco fermenta a 18˚C per circa un mese in serbatoi di acciaio inox. E ancora il Costa d’Amalfi Rosso, Rosato e Bianco, vini che provengono dai vitigni della zona Doc di Cetara e Raito. Il fuoriclasse, ideale con la cucina di mare, il Costa d'Amalfi Furore Bianco Fiorduva 2017, vero e proprio alfiere della sua produzione da uve fenile, ginestra, ripoli, opulento e dirompente.



Santa Barbara
È da tre generazioni che la famiglia Giorgiani è alla guida di questa cantina, con Pietro, presidente ed enologo, ovvero colui che ha messo a punto la vinificazione prendendo a cura un vitigno in particolare (da tempo dimenticato), ovvero il susumaniello. Le figlie Maria Rosaria e Marcella sono protagoniste dell'attività dell'azienda, tenendo ben salde le radici famigliari sul territorio. Tra le varie proposte, spicca il Susumaniello, che è setoso e pregnante; ma non son da perdere Aleatico, Negroamaro e Primitivo. Per i piatti di mare, provate però il Fiano e il loro Chardonnay. A voi la scelta. Noi garantiamo per la qualità. Cantine Santa Barbara sono diventate sede della Fondazione Museo Enologico “Ercole Giorgiani”, punto di riferimento molto importante per il territorio di San Pietro Vernotico.



Conte di Rocca Sicula
Rocca Sicula è espressione concreta della potenzialità enologica della Sicilia, collocata com’è in una della aree vinicole più interessanti d’Italia, dove i vigneti godono del connubio magico tra esposizione, brezza del mare e terreni. Detto che la sua mission è quella di condividere l'amore per il mondo del vino proponendo etichette di spiccata tipicità. Ne è un esempio lampante il loro Nero d'Avola Terre Siciliane vendemmia 2018 che ha un'intensità di profumi esuberante: percepisci i piccoli frutti rosa, ma anche la rosa mammola, così come il sottobosco e l'humus. E’ uno dei Top Hundred di Golosaria di quest'anno. Fatevi allietare anche dal Merlot, ma con crostacei e pesci, avrete a disposizione uno splendido Grillo ed un affasciante Cataratto. È la Sicilia che amiamo! 



Giacometto 
Una tradizione di famiglia il produrre vino, di centinaia di anni, con  il nonno Gioachino che nel 1920 tornato dalla Prima Guerra Mondiale iniziò l’ampliamento della Cantina. Quindi il primo imbottigliamento fatto da papà Giuseppe, che nel 1967  ebbe la soddisfazione di vedere il Caluso Passito premiato con la concessione della DOC. Dal 2001 è il figlio Bruno a portare avanti l'azienda di famiglia, con nuovi investimenti in cantina e in vigna. Oggi sono otto gli ettari vitati di proprietà (20 mila le bottiglie), coltivati in regime biologico lungo le belle dorsali collinari del Canavese. L'enologo è l’ottimo Giampiero Gerbi che ha dalla sua il merito e la bravura nel declinare l'uva erbaluce. È vera apoteosi il Caluso Passito 2008, ottenuto con le uve in fruttaio per circa 6 mesi, poi fermentazioni spontanee e affinamento in parte in acciaio e in parte in legno per 6/7 anni. Ha un bellissimo color ambra cristallino e offre profumi agrumati e di tabacco, datteri, miele d'acacia e frutta disidratata. Per pesci e crostacei l’Erbaluce di Caluso o Caluso DOCG “Aὐτόχϑ∞ν” dal profumo fresco con leggera nota erbacea e minerale, sentori di salvia, gelsomino, acacia. Al palato è fresco e sapido, di grande eleganza.



La Cedraia
Ha scelto una viticoltura di tipo sostenibile Marco Cremonini,  coadiuvato dal fratello Paolo, per gestire questa azienda di Novi Ligure, dove sono circa 2 gli ettari vitati all'interno della Docg Gavi. Per quanto ci riguarda, quando il mare è servito, in tavola, non possiamo non suggerirvi di versare nel bicchiere il Gavi “La Cedraia” (che nel 2019 ha conquistato i nostri palati e che quindi lo abbiamo inserito nella lista dei Top Hundred). Vinificato in purezza dalle uve dei vigneti con fermentazione a temperatura controllata in vasche di acciaio inox, mantiene intatti la fragranza e i profumi caratteristici del terroir. Alla vista ha colore giallo paglierino chiaro con riflessi verdognoli, mentre al naso si propone con profumo fragrante, fine, persistente e in bocca decisamente secco, fresco, sapido e di lunga persistenza.



Lavagnoli
Andrea Lavagnoli, viticoltore e olivicoltore, è la guida sicura dell’azienda di famiglia a Pigozzo, il cui simbolo è un picchio rosso che rappresenta il paese dove tutto è nato, ovvero Pigozzo (in dialetto veronese picchio è “Pigosso”). È una storia di contadini e di una famiglia che ora ha voluto concentrarsi sulla produzione di vino proprio, con particolare attenzione alla qualità e alla comunicazione del prodotto. Ai vertici dei nostri assaggi quest’anno è arrivato l'Amarone 2016 della Val Squaranto nel comune di Verona, un vino che è un racconto coerente dal naso alla bocca, con frutta e spezie che si rincorrono e una spada acida che sostiene il finale minerale. A stupirci, tuttavia, è anche il bianco Pigosso, da uve garganega e Malvasia, giallo paglierino intenso, dai profumi floreali e nota aromatica, sorso di sapidità avvincente. È cantina della nostra predilezione, perché tutti i vini sono all’altezza di quell’Amarone che ha sbaragliato il campo.



Li Duni
Sulle sinuose sabbie di Badesi, a pochi passi dal mare, come in un miracolo, la vite imprime ai suoi frutti i sentori di un terroir unico che si spinge fino alla collina che sovrasta il Golfo dell’Asinara, con la vitis vinifera che qui resiste alla siccità e si può quindi coltivare – uno dei rari casi al mondo – a piede franco. È in questo contesto che nasce la Cantina Li Duni,  che produce sette etichette dal forte legame con il territorio. Principe dei vitigni in questa zona il vermentino, prodotto in 4 diverse tipologie, “Nou” Vermentino di Gallura DOCG, “Renabianca” Vermentino di Gallura DOCG superiore (mitico Top Hundred 2004),  “Nozzinna’” Vermentino di Gallura DOCG superiore amabile (Top Hundred nel 2007) e “Li Junchi” Vermentino di Sardegna DOC Spumante novità dell’annata 2018. Per quanto riguarda i due Top, il Nozzinnà ha profumo floreale e fruttato, tipica salinità marina, retrogusto ammandorlato. E il Renabianca, da vino di grande tipicità qual è, ha colore giallo paglierino con riflessi verdi mare, note delicate di fiori bianchi, gusto di sorprendente piacevolezza, morbido, di buon corpo con un finale leggermente amarognolo. Ideali con piatti di crostacei e di pesce. E’ una cantina della nostra predilezione assoluta che ha tantissimi estimatori fra i nostri lettori.



Lunarossa Vini e Passione
Mario Mazzitelli, enologo e titolare accompagnato in cantina da Fortunato Sebastiano, ha scelto di valorizzare i vitigni autoctoni campani come fiano e aglianico, non risparmiando vinificazioni sperimentali, come un fiano macerato in anfora. Lunarossa è la sua cantina e i suoi vini, figli del terroir dei Monti Picentini, hanno visto  tra i nostri Fuoriditop 2020, il Colli di Salerno Aglianico “Borgomastro” 2016, davvero superbo, dalle note di erbe selvatiche ed aromatiche, con un rimando alla macchia mediterranea e con profumi di frutta rossa, cacao e spezie dolci. Gran bel bicchiere, è in buona compagnia con il Fiano “Quartara” che era stato il primo a conquistarci con i suoi profumi di miele, di frutta tostata e spezie, il suo gusto asciutto, sapido e corposo. Con pesci al forno. Davvero interessante!



Sanvitis
Da tre amici, Sergio, Massimo e Riccardo, con la passione per il vino, pur provenienti da diversi settori ed esperienze lavorative, nasce questa cantina, costruita secondo una filosofia che unisce il metodo scientifico e l'amore per i vini, così da interpretare in chiave moderna ed evoluta questo antico e affascinante mestiere. Seguendo questa linea, i titolari hanno selezionato una serie di vitigni autoctoni rappresentativi come il bellone, il cesanese, la passerina, la malvasia di Candia e il trebbiano giallo e hanno praticato una viticoltura naturale, fatta di terra, sole, acqua e vento, protagonisti principali del lavoro svolto in vigna e unici ingredienti capaci di restituire alle uve le loro qualità peculiari. Obiettivo, mettere in bottiglia un’identità territoriale forte, un’idea di vino sano e nel pieno rispetto delle caratteristiche di questi vigneti storici. Tra i vini prodotti, due quelli ideali per piatti di mare. Il Trebbiano 2016 dal colore oro e dal naso con profumo di prugna gialla. E il Bellone 2016, oro brillante, floreale al naso, dal sorso di acidità ficcante e diffusa che esplode in bocca, per chiudere con un finale amarognolo.



Tenuta del Castello
In uno spettacolare scenario naturale, tra l'azzurro del Mar Ionio e i colori della macchia mediterranea la Tenuta del Castello. Il castello fu di proprietà dei principi Pignone del Carretto, costruito nel XVII secolo sui ruderi del Monastero di Sant'Anania, edificio vittima delle distruzioni dei Saraceni. Fino alla fine degli anni '40 rappresentò il centro delle attività agricole della contrada ed ancora oggi è un punto di riferimento, sia da un punto di vista artistico che strutturale. Attorno ad esso, sono 12 gli ettari vitati accompagnati da una capiente cantina attorno alla quale si sviluppano le principali attività del castello. Tra i vini prodotti e che portano la firma di Riccardo Cotarella, enologo che non necessita di presentazioni, ideale per crudità di mare e pesci al forno, il Calabria Bianco “Lepanio” che con la vendemmia 2019 ha conquistato un posto nella lista 2020 dei Top Hundred del Golosario. Giallo oro, ha naso di frutta tropicale e nota aromatica persistente (figlia della piccola percentuale di traminer) mentre in bocca si svela con un sorso caldo e fresco, bilanciatissimo.

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