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La rivoluzione della pizza è partita da qui

Paolo Massobrio | 05/04/2017 Stampa STAMPA
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All'Università della Pizza del Mulino Quaglia è nata una nuova idea di pizza, attuale e di qualità

La rivoluzione della pizza è partita da qui

Il momento più bello della stagione è quando mi chiamano a Vighizzolo d’Este per fare lezione all’Università della pizza ambietata dentro al Molino Quaglia. La mia è una lezione di marketing e di comunicazione, che svolgo da cinque anni, periodo entro il quale ho visto passare decine e decine di ragazzi.

I primi erano titubanti, con conflitti nelle famiglie d’origine, magari baciate da un successo facile, ma non più attuale. Quelli di oggi sono invece ragazzi certi: l’unica strada è la qualità. Lo hanno imparato guardando i veneti che sono diventati dei miti: Simone Padoan dei Tigli di San Bonificio; Renato Bosco di Saporè a San Martino Buon Albergo; Grigoris a Mestre ovvero Ruggero Ravagnan e Lucca Cantarin a San Giorgio delle Pertiche, pasticciere fantastico.

Sono diventati i punti di riferimento della pizza gourmet, ed in comune hanno proprio la farina Petra del Molino Quaglia, macinata a pietra, impastata con lievito madre per una pizza resa finalmente digeribile, pronta a ospitare le cose più buone d’Italia al posto dei carciofini insulsi buttati qua là in qualsiasi altra pizzeria.

Un mito, che ha portato su alti livelli il piatto povero d’eccellenza della gastronomia italiana, ma anche ha acceso i riflettori della stampa e degli addetti ai lavori sul laboratorio perenne di Vighizzolo d’Este. Il primo articolo su questa rivoluzione, ricordo, fu ospitato nientemeno che sulla prima pagina del quotidiano la Stampa: perché la pizza fa parte del nostro Dna gastronomico. Ma a Vighizzolo d’Este ha preso piede anche il pane di qualità, ed altri progetti di assoluta innovazione che conosceremo a Golosaria Padova.