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Da Goethe ai Colli Euganei, l'unicità di Padova

Fabio Molinari | 05/04/2017 Stampa STAMPA
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Storia, cultura, produzione: Padova è un focus straordinario. E trova nel Caffè Pedrocchi un punto di riferimento unico

Da Goethe ai Colli Euganei, l'unicità di Padova

Il Veneto è stato da sempre un territorio di confine, che ha saputo trarre impulsi positivi tanto dall’Italia quanto dall’Impero Austroungarico, con il grande centro politico e culturale della Serenissima. Quindi il suo territorio di influenza e produzione (anche gastronomica) che andava ben oltre i confini della sola laguna.

La città di Padova, storicamente, si inserisce perfettamente in questo clima, sotto diversi aspetti. La sua identità si costruisce intorno agli avamposti militari che da sempre ne facevano una piazza centrale. E non è un caso che molta grande cucina borghese - storicamente - si leghi proprio alla presenza di una borghesia militare. Poi c’è il centro attrattivo costituito dall’Università e dal clima intellettuale: da qui sono passati da Giotto a Dante (lo ricorda una targa in piazza Antenore) fino a Galilei.

Infine, c’è la cotè produttiva, come campagna di Venezia. La zona di Padova è particolarmente fortunata dal punto di vista climatico, con gli influssi del mare e la barriera naturale costituita dai colli Euganei. Per questo, proprio dagli Euganei arriva un vino che ha caratteri di distintività importanti, mentre l’agricoltura si differenzia per l’ortofrutticcolo. Un simbolo importante sono i piselli, raccolti come primizie e offerti sulle tavole dei Dogi già in occasione della festa di San Marco, il 25 aprile.

Un momento cruciale in questa storia di Padova è il 9 giugno 1831 quando Antonio Pedrocchi inaugura in città il Caffé Pedrocchi, un locale innovativo per l’epoca che, distribuito su 4mila metri quadri, ha il suo punto di forza nella ristorazione. Il locale diventa un punto di riferimento nei grand tour degli intellettuali dell’Ottocento.Viene citato da scrittori e poeti come Goethe, Stendhal e Melville. Tutti i più importanti giornali d’Europa scrivono della sua inaugurazione.

Lo zabaione è uno dei suoi simboli (lo cita lo stesso Stendhal), ma questo locale diventa famoso anche perché qui si respira uno spirito di libertà e c’è addirittura - cosa rivoluzionaria per l’Ottocento - uno spazio riservato alle signore.

Con l’Unità d’Italia (che a Padova ebbe uno dei principali prodromi come dimostrano le sale del museo dedicato) e l’annessione al Regno Sabaudo, però, per il Veneto comincia una fase di lento declino. Da qui partono in pochi decenni oltre cinque milioni di persone in cerca di fortuna nelle altre città del nord e all’estero, dall’Australia all'Argentina.

Tuttavia a Padova e nella cucina veneta in generale rimangono tracce di questo importante passato, nelle ricette più popolari (come ad esempio risi e bisi, che racconta proprio della grande tradizione padovana legata alle primizie) e in alcuni monumenti del gusto italiano come lo stesso caffè Pedrocchi.