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A Scurzolengo, con l'Albero dell'Amicizia e la torta della Carità

Golosaria | 11/09/2020 Stampa STAMPA
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Domenica 13 il paese in festa con due suoi simboli

A Scurzolengo, con l'Albero dell'Amicizia e la torta della Carità

Scurzolengo è un paese decisamente connotato dalla socialità e dalla condivisione. Domenica 13 settembre non soltanto sarà possibile ammirare i manufatti all’uncinetto che, assemblati, compongono l’originale “Albero dell’Amicizia” realizzato dal gruppo delle Volontarie di Scurzolengo ed esposto per la prima volta nel Natale 2019, ma anche gustare una torta De.Co. che si chiama “Carità”.

La Carità è una delle due De.Co. riconosciute dal Comune. Il riconoscimento più recente, nel 2017, è andato infatti al salame cotto di Scurzolengo, ma ad aprire la via dei prodotti identificativi del paese è stata proprio la Carità nel 2012. Il perché del nome di questa torta, la cui ricetta affonda le sue origini nel Medioevo, pare sia legato al fatto che, nei secoli scorsi, fosse messa all’asta di beneficenza, destinando il ricavato ai più bisognosi. La sua ricetta, secondo le indicazioni approvate nel regolamento De.Co., prevede come ingredienti per 7 /8 Carità: 1 kg di farina, 12 uova (di cui 12 tuorli e 2 albumi), 500 g di zucchero, 200 g di burro (o di strutto), 300 g di fecola, 2 bustine di vanillina, 2 bustine di lievito per dolci, la scorza grattugiata di 2 limoni.

Una volta lievitato per circa due ore, l’impasto va diviso in 7/8 palline e modellato sulla forma di un piatto piano, sino a raggiungere lo spessore di circa mezzo centimetro. La torta così ottenuta viene decorata con caramelline di zucchero colorate oppure ricavate dallo stesso composto dell’impasto, unito a cacao. In forno a 200 gradi, la Carità è pronta in venti minuti.

E il salame cotto di Scurzolengo? Una vera specialità con un regolamento attentissimo a tutta la filiera, dalla tipologia di allevamento, preferibilmente brado, all’alimentazione dei suini, alle parti anatomiche da utilizzare selezionando tagli nobili, alla preparazione, alla macinatura, ai tempi di asciugatura. Tutto questo da scoprire e assaggiare domenica 13 settembre nel borgo antico che narra con i suoi monumenti una lunga storia di Monferrato.

© ph La Voce di Asti